Archivio per la categoria ‘vita di coppia’

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Se…

10 Marzo 2009

Il fatto è che non ci si accorge mai in tempo di ciò che è importante e ciò che non lo è. Finché l’essere amato t’opprime con le sue pretese, i suoi lacci, ti senti rubato a te stesso e ti sembra che rinunciare per lui a un lavoro, a un viaggio o a un’avventura sia ingiusto; apertamente o in segreto covi mille rancori, sogni di libertà, vagheggi un’esistenza priva di affetti, dentro cui muoverti come un gabbiano che vola nel pulviscolo d’oro.
Che supplizio inaudito le catene con cui l’essere amato ti lega impedendoti di alzare le ali, che ricchezza sterminata lo spazio di cui ti chiude con le stesse catene le porte.
Però, quando lui non c’è più e quello spazio si spalanca infinito dinanzi a te, sicché puoi volare nel pulviscolo d’oro a tuo piacimento, gabbiano senza affetti e senza lacci, avverti un vuoto spaventoso. E il lavoro o il viaggio o l’avventura che gli sacrificasti così a malincuore ti appaiono in tutta la loro inutilità, non sai più cosa fartene della libertà riconquistata, come un cane senza padrone, una pecora senza gregge, ti aggiri in quel vuoto piangendo la schiavitù perduta e daresti l’anima per tornare indietro, rivivere le pretese del tuo carceriere.
Perché il rimorso ti strozza. Il rimorso è una piaga incurabile. Invano cerchi di medicarla con attenuanti, giustificazioni, se-avessi-saputo, se-avessi-indovinato, invano cerchi di ignorarla affermando che tu hai mancato verso di lui quanto lui mancò verso di te, quindi i conti sono pari. Lì per lì la piaga sembra cicatrizzarsi, dissolversi, ma v’è sempre un momento in cui un suono o un odore o un colore, la vista d’un foglio, di un’automobile che passa la riaprono di nuovo con nuove sensazioni di colpa.

Un Uomo (O. Fallaci)

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Noia feconda

1 Dicembre 2008

La noia subentra nella coppia quando c’è l’impossibilità da parte di uno dei due membri di riconoscere che qualcosa dell’amore è andato perduto o è morto. Quando di questo problema non si può parlare allora la noia genera ripetizione e stagnazione nel rapporto, che non potendosi più nutrire di quel sistema virtuoso e osmotico che è il legame, diventa stantio, spento, ipocrita.
Lo sforzo che viene fatto da uno dei due partner è quello di tutelare a tutti i costi un attaccamento che non può prendere in considerazione questo elemento ‘spento’. La necessità di mantenere una visione idealizzata, immobile e cristallizzata del rapporto è più forte dei rischi che si potrebbero correre nell’evocare questo fantasma, nel rendere esplicito questo non detto.
Ogni rapporto amoroso allora è a rischio, e può diventare una gabbia per coloro i quali irrigiditi nell’ideale dell’Altro, non possono scorgere il cambiamento.
Dentro ognuno di noi esiste una tendenza che mira ad espellere e a negare il tempo: la trasformazione individuale non deve esistere, dobbiamo realizzare la fantasia idealizzata di essere immobili, imperturbabili.
Questa tendenza cristallizzante ha a che fare con una perversione del rapporto, intendendo con questo termine la violenza che facciamo su noi stessi e sull’altro nel tentativo di espellere il tempo dalla relazione, di negare la trasformazione del legame amoroso che come ogni realtà in divenire necessita di essere reinventata.

Ma la noia nella relazione di coppia può diventare da fattore protettivo, un indicatore produttivo, una noia feconda, segnale che il rapporto reclama una nuova soggettivazione.

(XLIV Convegno della SIP)

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Improvvisamente l’inverno scorso

31 Ottobre 2008

Improvvisamente l’inverno scorso è la storia di Luca e Gustav, una coppia unita da otto anni, e del loro sconcerto quando, improvvisamente, l’inverno scorso in Italia sono stati investiti da un’inattesa ed imprevista ondata di omofobia che ha sconvolto la loro quotidianità.
Nel febbraio del 2007, il governo Prodi, seguendo le direttive dell’Unione Europea e il suo programma elettorale, dopo mesi di discussioni, presenta una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali. Le reazioni che questa proposta ha suscitato, politicamente e mediaticamente,  erano del tutto inaspettate e sproporzionate.
L’Italia si è quasi immediatamente divisa tra chi era a favore e chi assolutamente contro ai DiCo (il nome del disegno di legge). Reazioni accorate, barricate fumanti e parossismo sino all’intolleranza.
E’ Gustav che cerca di convincere Luca a realizzare un documentario su quanto sta succedendo, incontrando ed intervistando gente comune, associazioni religiose, politici di destra e di sinistra (tra gli altri Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Cesare Salvi, etc.) in occasione di manifestazioni pro e contro e, contemporaneamente, e seguendo per mesi e mesi la discussione generale al Senato.
Con un disagio crescente nei due protagonisti, il film registra, non senza ironia, mesi di polemiche sterili, strumentali e attacchi gratuiti.
Il risultato è un’immagine poco edificante e alquanto contraddittoria del Belpaese.

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Gelosi?

9 Ottobre 2008

Bisogna far sì che chi ama non si senta mai sicuro nel suo amore per mancanza di rivali: senza sospetti e gelosie l’amore non dura a lungo.
(Ovidio)

La vostra coppia soffre di un periodo di stanchezza o di monotonia?
Volete testare la forza del vostro rapporto?
Ecco a voi Imaginary Affair Kit, l’unica valigetta – dotata di sonde che lasciano segni come morsi, graffi, ustioni o tracce di rossetto – in grado di risvegliare una sana gelosia nel partner.

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Felice divorzio

29 Settembre 2008

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Sull’amore

26 Agosto 2008

L’amore può avere tre dimensioni.
Una è la dipendenza, nella quale vive la maggioranza della gente.
La moglie dipende dal marito, il marito dipende dalla moglie: si sfruttano e si dominano a vicenda, si possiedono a vicenda e riducono l’altro ad una merce.
Questo è ciò che accade nel mondo nel 99% dei casi, ecco perché l’amore, che dovrebbe aprire le porte del paradiso, apre soltanto le porte dell’inferno.
La seconda è l’indipendenza, questo accade una volta ogni tanto.
Ma anche questa possibilità porta infelicità, perché il conflitto è costante.
Nessun accordo è possibile: entrambi sono assolutamente indipendenti e nessuno dei due è pronto a scendere a compromessi.
Essi danno libertà all’altro, ma essa è più simile all’indifferenza che alla libertà.
Entrambi vivono nei propri spazi e il loro rapporto sembra solo superficiale, entrambi hanno paura di penetrare la profondità dell’altro, perché entrambi sono più attaccati alla propria libertà che non all’amore.
La terza possibilità è l’interdipendenza.
Accade tra due persone né dipendenti, né indipendenti – ma in profonda sincronia tra loro, come se respirassero uno per l’altra, un’anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l’amore.
Solo in questo caso è amore.
Negli altri due casi non è vero amore: sono solo degli accordi – sociali o psicologici o biologici – ma solo accordi.
Nel terzo caso l’amore ha qualcosa di spirituale. Accade assai raramente, ma ogni volta che accade una parte di paradiso cade sulla terra.

Osho

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Non ti scordar mai di me

15 Luglio 2008

Se fossi qui con me questa sera sarei felice e tu lo sai
Starebbe meglio anche la luna, ora più piccola che mai

Farei anche a meno della nostalgia
che da lontano torna per portarmi via
Del nostro amore solo una scia
che il tempo poi cancellerà e nulla sopravviverà

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è solo un piccolo particolare.

Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

Forse è anche stata un po’ colpa mia
credere fosse per l’eternità
A volte tutto un po’ si consuma,
senza preavviso se ne va.

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Concerti estivi

13 Luglio 2008

Nuova stagione, nuovi concerti e nuovi amori.
Eh già, con MrG avevo creduto di aver trovato la persona giusta, ma non lo era. Meno male che a quest’età si capisce in fretta se una storia può andare o no e se ha delle basi solide. In questo caso non c’erano, ma è stato bello finché è durato. Dopo gli ultimi giorni di malinconia passati a casa, anche a causa di piccoli disturbi fisici, mi sono del tutto ripresa con i primi due concerti della stagione.

Ieri sera al Teatro Romano di Ostia Antica c’era Siouxsie che, con una tutina aderente argentata, rossa e nera, ha sfoderato la sua grinta da cinquantenne con grande nonchalance, voce a parte. Il teatro era quasi pieno, con tanto di darkettoni e punk riesumati per l’occasione, oltre a babbioni aficionados seduti dietro di noi che non facevano altro che lamentarsi della scomodità, del ritardo e del fumo. Ma non c’andate ai concerti se nun ve regge la pompa, dico io. Personalmente adoro l’atmosfera di questo teatro, con i suoi secoli di storia e la sua architettura imponente, sembra che anche gli artisti ne subiscano il fascino, regalando concerti insoliti ed emozionanti.
Qui qualche foto e video.

Tommy Emmanuel invece è stata una vera scoperta. Chitarrista australiano, ha suonato nella sua carriera con Chet Atkins, Eric Clapton, John Denver e persino i Pooh. È impressionante la quantità di strumenti che riesce a tirar fuori dalle sue Maton, dal basso alle percussioni, e una serie di ritmi che si intrecciano uno con l’altro, lasciando il pubblico a bocca aperta, impressionato dalla sua bravura e affascinato dalla sua simpatia. Una bellissima serata, passata col mio fidanzato preferito che alla fine del concerto è andato a sedersi sotto al palco come un ragazzino.
Qui le sue prossime date in Italia, da non perdere.

Per le novità in campo sentimentale stay tuned, sto lavorando per me.

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Tragedy

12 Maggio 2008

Dovevamo passare, io e MrG, un tranquillo week-end da pomicioni, senza orari, ma cause di forza maggiore non hanno purtroppo permesso l’espletamento a dovere. Cosicché, i vari malumori che la mia piccola ma fervida testolina crea, hanno portato la rabbia al limite e mentre oggi mi chiamava per darmi il buongiorno e chiedermi se era tutto ok, io lo accoglievo con un secco no, per servire poi un bel nun jie la faccio piuuuuuù. Se non fossi così impulsiva tutto filerebbe liscio, ma dato il mio corroborante caratterino, la suddetta frase è stata accompagnata da uno stato di rassegnazione tale da far desistere chiunque, anche il più stoico degli amanti.
Ora, è vero che MrG è splendido e che non mi fa mai mancare niente, che anche se mi sfiora l’alluce mi eccita, che mi adora e che non mi lascerebbe mai, è pur vero che l’oroscopo di oggi diceva:

Sagittario:
Agli attacchi stavolta rispondete in modo caustico e polemico. Vi ci hanno trascinato per i capelli, ma ora capiranno che era meglio non esagerare con voi. Difficoltà con i mezzi di comunicazione e di informazione. Non è facile trovare tecnici e professionisti…

Leone:
Il vostro cuore è confuso, le emozioni sono fuori controllo. Gli artisti sono i più favoriti sotto questo cielo: possono affidare i loro turbamenti al loro medium artistico, trovando il giusto sfogo. Gli altri avranno maggiori difficoltà a venire a patti con la grigia realtà.

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La cura

28 Aprile 2008

Tutto sommato mi piace questa storia, sempre così imprevedibile, non ordinaria, mi ci trovo bene, anche a stare ai suoi tempi, non mi stupisco più di nulla, o quasi.
Stiamo insieme appena possiamo, lui mi fa ridere e mi tratta come una principessa, mi prepara la colazione e me la porta a letto e mi cucina cenette deliziose, non posso rimproverargli nulla, o quasi.
È per me tutta una scoperta il suo mondo, il lavoro, la famiglia, gli interessi, gli amici, i conoscenti, i cugini, i nipoti, gli amici dei cugini dei nipoti. Tutto bello, bellissimo, ma…
come, io vivo per lui, non aspetto altro di poterlo abbracciare, baciare, sentire il profumo delle ascelle pezzate e lui – non potendosi dare come vorrebbe – mi tarpa le ali con la presuntuosa, banale, ormai vintage frase prendimi come una cura.
L’unica cura sarebbe quella di non vederlo più, di cancellarlo, come se nulla fosse accaduto, come se non lo avessi mai amato, cosicché io possa dimenticare quegli sguardi e quel modo di fare da Boss, quei baci timidi e allo stesso modo provocanti, quel modo di stringermi come il bacio di Klimt, ma soprattutto perché osa sfidare un tale vulcano.
Ma io – dall’alto della mia beatitudine e rettitudine – lo perdono e gli concedo ancora di poter partecipare alla mia regale vita.
Non so per quanto, ma questo è già abbastanza.