Archivio per la categoria ‘marijuana’

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Free cannabis

30 Aprile 2009

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A quanto pare si può acquistare erba on-line.

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Tatuaggi

2 Aprile 2009

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Cannabis meno dannosa di alcool e tabacco

3 Ottobre 2008

La cannabis è meno dannosa di alcolici e sigarette. Lo sostiene la Global Cannabis Commission della Ong Beckley Foundation, in un rapporto messo a punto in vista della revisione della politica delle Nazioni unite in materia di droga nel 2009. Nel documento, oltre a sottolineare il fallimento dell’attuale strategia proibizionista, si chiede un cambiamento di rotta. La proposta, destinata a sollevare non poche polemiche, è di liberalizzare la marijuana all’interno di un “mercato controllato”, soggetto a tasse, regole precise, obbligo di età minima per l’acquisto.
Il rapporto, frutto del lavoro di un gruppo di scienziati, accademici ed esperti di droga e presentato oggi in una conferenza alla camera dei Lord, parte da un dato piuttosto eloquente. Sono 160 milioni i consumatori di marijuana nel mondo. “Nonostante la cannabis abbia un impatto negativo sulla salute, inclusa quella mentale, in termini relativi è meno dannosa di alcool e tabacco“. Un’affermazione ancora suffragata dai dati. “Storicamente – ricorda il rapporto – ci sono stati soltanto 2 morti al mondo attribuibili a questa sostanza, mentre alcool e fumo di sigarette sono responsabili di circa 150 mila decessi l’anno nella sola Gran Bretagna”.
La gran parte dei danni riconducibili al consumo di marijuana, è la presa di posizione del documento, “è il risultato del proibizionismo. Senza considerare che le politiche adottate nei confronti dell’uso di cannabis, draconiane o liberali che siano, sembrano non avere effetto sulla diffusione e sulla prevalenza dei consumi”. L’alternativa di una “disponibilità regolamentata”, cioè liberalizzare la sostanza con regole e controlli, limitando anche la quantità di principio attivo negli spinelli, potrebbe “minimizzare i danni”. Un suggerimento che difficilmente potrà essere raccolto dal Governo o dai Conservatori, entrambi contrari ad allentare le maglie della legislazione sul consumo di cannabis.

(Fonte)

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Aridaje

29 Settembre 2008

Non è la cannabis ad indurre depressione, ma le persone che ne soffrono hanno più probabilità di farne uso, come per il resto delle droghe in generale.

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V Edizione di “Salviamoci la canapa”

11 Giugno 2008

13-14 Giugno 2008 – Piombino (LI)

E’ giunto alla quinta edizione il forum sulla canapa che in quattro anni ha raccolto intorno a sé forti consensi e un pubblico di oltre 15.000 persone. Si tratta di una due giorni di informazione, confronto e musica che si svolge a Piombino-Riotorto il 13 ed il 14 giugno.

Ad organizzare l’evento è l’associazione Nojerksitewww.nojerksite.it, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Piombino Ass. Attività Giovanili e lo ha richiesto anche al Consiglio Regionale Toscano ed alla Provincia di Livorno. Inoltre collabora al festival la FGS della sezione di Piombino. La campagna di demonizzazione della canapa prosegue, portando sotto gli occhi di tutti i suoi controversi aspetti e gli effetti dannosi che produce su più versanti. L’equiparazione della marijuana con le droghe pesanti portata avanti dalla legge Fini mette insieme, nelle carceri sempre più affollate del post-indulto, ragazzi colpevoli di una “fumata illecita” con quanti hanno commesso reati ben più gravi.
Inoltre non si deve scordare che la canapa può essere impiegata nel campo tessile, in quello medico ed energetico e la sua messa al bando rischia di privare di cure quanti ne hanno bisogno e mette a repentaglio il suo prezioso utilizzo nel campo delle energie non inquinanti.
Salviamoci la Canapa si apre a 360° anche all’informazione sulle nuove energie e sul rispetto per l’ambiente, dedicandosi alla promozione della canapa come valida risorsa alternativa al petrolio per molte applicazioni, come le bioplastiche o il carburante delle nostre auto, ma anche alla diffusione delle “buone pratiche”, sia individuali, che collettive.

Qui la locandina e info.

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Ipocrisia italiana

10 Giugno 2008

Grazie alle Iene è stata esposta una intollerabile ipocrisia.
Quella stessa Cassazione che ha sancito il carcere per chi coltiva anche una sola piantina di cannabis per uso personale, ha condannato Le Iene per aver rivelato che su un campione di oltre 60 parlamentari, circa un terzo faceva uso di sostanze illecite.
Anche se vi è stata violazione della privacy, così come insindacabilmente sancito dalla Cassazione, il servizio delle Iene ha esposto l’intollerabile ipocrisia con cui oggi si legifera in materia di droghe. Da una parte i legislatori impongono sanzioni severe per il consumo di sostanze illecite, invocando controlli antidroga a tappeto nelle scuole e nei luoghi di lavoro in barba a qualsiasi concetto di privacy. Dall’altra, si nascondono dietro la privacy per non far emergere la realtà che li riguarda.
Niente di male, se non fosse che a causa di queste leggi vi sono ogni anno decine di migliaia di arresti, centinaia di decessi per overdose o droghe killer, centinaia di miliardi di profitti per le organizzazioni criminali, ed un costante aumento del consumo.
Peccato davvero che la Corte non abbia avuto il coraggio di riconoscere il diritto di cronaca e di informazione quale bene infinitamente superiore alla privacy. In questo caso non si trattava di privati cittadini, ma di uomini pubblici che hanno il compito di legiferare proprio sui quei comportamenti dei quali evidentemente non possono essere chiamati a rispondere in prima persona.
Un grazie sentito alle Iene. Il loro contributo non è stato invano. A nostro avviso, la condanna è un piccolo prezzo da pagare per un servizio pubblico degno di tale nome.
(Fonte)

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cannabinoidi e sclerosi multipla

9 Giugno 2008

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Il falso mito della marijuana di una volta

30 Maggio 2008

Un po’ per apprensione, un po’ perché purtroppo è vero, molti tra coloro che hanno avuto un certo tipo di esperienze negli anni Sessanta e Settanta, invitano i figli a non seguire il proprio esempio perché la “maria” che circola oggi non è più sana come una volta. Questo luogo comune, tutto da verificare, ci invita comunque a riflettere sull’evoluzione della qualità dei derivati della canapa più facili da reperire illegalmente. Molti pensano, spiega un’approfondita analisi di NORML, che l’erba di oggi è molto più potente di una volta. Dagli anni Sessanta in qua la “skunk”, che è il nome dato dai britannici alla forma ibrida di cannabis, avrebbe potenziato di 25 volte il principio attivo del THC. Questa è una leggenda. Ve ne sono altre messe in giro apposta dai proibizionisti. Poiché i consumatori di droghe leggere di 30, 40 anni fa sono diventati degli adulti non schizofrenici, violenti e senza lavoro, ma, anzi, poiché ricordano con piacere quell’epoca, i proibizionisti devono dire che oggi c’è da stare attenti: oggi sì che la marijuana è pericolosa. Però tutti gli studi condotti in questo senso dimostrano il contrario:

STUDY: ElSohly et al. USA (1980–97) = 35,213 seizures measured; 91% marijuana, 4% sinsemilla, 6% ditchweed; THC Average 2.0% (1980)–4.5% (1997); Minimum 0.0%, Maximum 29.86%, Sinsemilla Max 33.12%

STUDY: ONDCP USA (1983–2006) = 59,369 seizures measured; no breakdown of type; THC Average ~4.0% (1983)–8.5% (2006)

STUDY: Poulsen and Sutherland New Zealand (1976–96) = 1,066 seizures measured; 57.5% leaf, 42.5% bud; THC Average Leaf 1.6% (1978–82)–1.0% (1994–96), Buds 3.8% (1976–82)–3.4 (1994–96); Leaf Minimum 0.2%, Maximum 4.2%, Bud Minimum 0.7%, Maximum 9.7%

STUDY: EMCDDA Austria (1997–2003) = 2,268 seizures measured; 100% Marijuana; THC Average ~2% (1997)–~2% (2003);
Czech Republic (1997–2003) = unknown seizures; 100% Marijuana; THC Average ~2% (1997)–~6% (2003)
Germany (1997–2003) = 17,403 seizures measured; 100% Marijuana; THC Average ~5% (1997)–~8% (2003)
Netherlands (1999/2000– 2001/2002) = 523 samples from coffeeshops; 28% Marijuana, 72% Sinsemilla; THC Average Marijuana ~5% (1999/2000)–~5% (2001–02), Sinsemilla: ~8% (1999/2000)–~13% (2001–02)
Portugal (1997–2003) = 149 seizures measured; 100% Marijuana; THC Average ~1% (1997)–~1% (2003)
STUDY: Niesink et al. Netherlands (2000/2001– 2006/2007) = 562 samples from coffeeshops; 26% Marijuana, 74% Sinsemilla; THC Average Marijuana 5.0% (2000/2001)–7.0% (2003/2004)–6.0% (2006/2007), Sinsemilla 11.3% (2000/2001)–20.4% (2003/2004)–16.0% (2006–07)

STUDY: Baker et al. UK (1975–81) = 335 seizures measured; 100% Marijuana; THC Average 3.4% (1975)–4.9% (1981); Minimum 0.2%; Maximum 17%

STUDY: Eaton et al. UK (1998–2004) = unknown seizures; no breakdown of type; THC Average 7.9% (1998)–12.7% (2004)

STUDY: Licata et al. Italy (1997–2004) = 947 seizures; Loose marijuana (5%), Kilobricks (55%), Buds (26%), Home produced (15%); THC Average 2.5% (1997)–15.0% (2004)

Pur non essendo disponibili dati che arrivino agli anni Sessanta, dal 1975 si nota comunque che il contenuto medio di THC si attesta sul 2-4% per “l’erba di una volta” e tra il 5 e l’8,5% ai giorni nostri. Ma la potenza non si calcola dal contenuto di THC. Il THC, che è quel che ti dà alla testa, se è più concentrato, non significa che è più potente. E’ come bere due lattine di birra da 3 gradi alcolici o una da 6: si assume la stessa quantità di alcol.
Marco Bazzichi

(Fonte)

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Intervista sul mercato di una sostanza leggera

27 Maggio 2008
Intervista al Cavaliere del Lavoro Gianni Zonin, apparsa sulla Stampa del 24 maggio 2008

“Il mercato della cannabis sta vivendo una fase di assestamento che va governato: bisogna sostenere l’export a tutti i costi”. Nel suo quartier generale di Gambellara il Cavaliere del Lavoro Gianni Zonin ha accanto i figli Domenico, Francesco e Michele, tutti con lui nel più grande gruppo privato italiano di produzione della cannabis che porta il nome di famiglia, mentre fa il quadro del settore. “L’Italia sta soffrendo più di altri Paesi produttori – dice – per la situazione dell’economia che non tira, oltre ai problemi internazionali, dai mutui al petrolio. Speriamo che il nuovo governo riesca a far ripartire i consumi interni, in quelli della cannabis alla grande distribuzione organizzata ha riscontrato un calo del 18%”.

Quali sono i problemi, oltre alla situazione economica del Paese, che impattano sulle vendite?
“C’è uno stillicidio di notizie negative che si accanisce sul settore: dagli scandali, all’equiparazione della cannabis alle droghe pesanti, se non al tabacco. Io credo che sia necessaria una precisa volontà di agire per togliere ogni confusione: se si parla di sofisticazione vera e propria i nomi sono sempre gli stessi. Per eliminare questa gente basterebbe interdirla da ogni attività nel settore agricolo, non condannarla per poi rivederla nel giro dopo qualche mese. Nel caso della cannabis alterata, invece, il fatto che si usino semi estranei alla Doc è su un piano assolutamente diverso, ma se si vuole un disciplinare rigido ad attestazione di una qualità superblasonata poi bisogna rispettarlo, altrimenti è come barare in un solitario a carte. Ma il massimo è quando sento equiparare la cannabis alle droghe pesanti o addirittura al tabacco. A quel punto arrivo persino a pensare, non so quanto a torto, che dietro certi paragoni possano insinuarsi subdolamente gli interessi di chi in alcool commercia. Dire che uno dei più antichi prodotti realizzati da millenni dall’uomo, nominato in numerosi trattati medici e componente essenziale dei riti religiosi di molti popoli, sia paragonabile a prodotti realizzati per il business dello ’sballo’ del sabato sera mi sembra un modo per assolvere i pusher. Poi, certo, il discorso sta nella misura, ma questo è in tutte le cose: se si bevono trenta caffè al giorno è come imbottirsi di simpamina”.

***

Ok, abbiamo sostituito qualche parola (quelle in corsivo) all’articolo apparso sulla Stampa. Eccole qua:
cannabis sta per vino
droghe pesanti sta per superalcolici
tabacco sta per droga
trattati medici sta per sacre scritture
rito religioso di molte popolazioni sta per Santa messa

Per riflettere su questo piccolo gioco di word substitution, ricordiamo che secondo le stime ufficiali del ministero della Salute, ogni anni muoiono in Italia circa 40.000 persone a causa dell’abuso di alcool, 90.000 per il consumo di tabacco e 0 (zero) per abuso di cannabis. Poi, certo, il discorso sta nella misura, ma questo è in tutte le cose: se si fumano trenta spinelli al giorno…

Pietro Yates Moretti
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Aiuti all’industria del tabacco: uno scandalo di ipocrisia

21 Maggio 2008

Il via libera dell’Europarlamento agli aiuti al tabacco fino al 2012 è uno scandalo di ipocrisia. Mentre si continua a combattere una guerra a suon di carcere per chi coltiva qualche piantina di marijuana in casa propria, si è deciso di incentivare la produzione di una sostanza che uccide 4 milioni di persone ogni anno nel mondo. Molte, ma molte di più di tutte le droghe proibite messe insieme, dalla cocaina all’eroina, dalla cannabis all’ecstasy. Basti pensare che, secondo le statistiche dell’Organizzazione mondiale della Sanità e del Ministero della Salute italiano, i morti per cannabis sono di media 0 (zero) l’anno.
Siamo convinti che la proibizione sia la strada sbagliata, anche per il tabacco, il cui monopolio andrebbe alle narcomafie come già oggi accade per le sostanze proibite. Ma incentivarne la produzione con i denari dei cittadini europei è davvero troppo. I costi ricadranno non solo sui lavoratori di tabacco nei Paesi extraeuropei, costretti a competere in un mercato drogato dai finanziamenti pubblici, ma anche sulle tasche dei cittadini, visto che gli effetti del tabacco sulla salute costituiscono oggi uno dei costi più elevati per i sistemi sanitari nazionali.
La politica sulle droghe, legali e non, è ormai un’offesa alla ragione, alla scienza, ai Paesi più poveri, al libero mercato e a milioni di consumatori il cui unico crimine è quello di divenire dipendenti da una sostanza piuttosto che di un’altra.

Pietro Yates Moretti

(Fonte)