
Il primo autovelox non si scorda mai
7 Maggio 2008Sto ricevendo una serie di multe, l’ultima per eccesso di velocità: 168 euro e 5 punti patente. Papà ieri sera ha esordito con “Anche tu sei stata sverginata dall’autovelox”, e mentre affogavo nei sensi colpa lui stava già al telefono con mio fratello per comunicargli la notizia. La prossima volta ci starò più attenta visto che non posso permettermi di pagare multe così alte e sperando che sia l’unica perché sono quattro mesi che faccio quella strada per andare da MrG.
Per un’altra multa, invece, farò ricorso al Giudice di Pace, visto che gli ausiliari del traffico possono multare solo i mezzi che non hanno pagato il parcheggio sulle strisce blu e non quelli che passano sulla corsia dell’autobus. Non che mi voglia giustificare, ma con i lavori per la Metro C chiudono strade e cambiano quotidianamente sensi di marcia, così che, se sei distratto, ti rendi conto quando ormai è troppo tardi che stai procedendo bellamente sulla corsia preferenziale dei mezzi pubblici.
Qui a Roma, per esempio, sul grande raccordo anulare, nessuno sa che la corsia di destra è quella di sorpasso, quasi sempre libera e più scorrevole, mentre quella di sinistra è per i rincoglioniti col cellulare, le donne coi SUV e i vecchietti col cappello. Sappiamo bene che le frecce sono un optional, che gli scooter sono i veri padroni e guai a intralciarli mentre sfrecciano sulla corsia d’emergenza, che se provi a lasciare la distanza di sicurezza ti si infila sempre qualcuno in mezzo e che ognuno, insomma, fa un po’ quel che gli pare, come gli pare e quando gli pare.
Un popolo della libertà, insomma.









