Questo è un caso di influenza A, con cui ci bombardano di notizie negative ed allarmanti, da cui un essere umano, trapiantato di rene nel 2008, è sopravvissuto.
La notizia non sarà succulenta per gli operatori della pandemia, e non posso dire con certezza che si tratti proprio del virus in questione, poiché gli esami virologici eseguiti ad agosto 2009 non sono ancora pervenuti, però un vago sospetto ce l’ho.
Dovevamo partire il 15 agosto per le vacanze, senonché il 14 pomeriggio MrG inizia a sentirsi poco bene, ma decidiamo comunque di far passare la notte sperando che sia solo un malessere passeggero. Vado a dormire da lui e durante la notte la febbre inizia a salire, arrivando a 39. Passo due giorni nel panico completo, tutti erano partiti ed ero da sola con lui, con la febbre che continuava a salire, non sapendo cosa fare visto che un trapiantato deve assumere una grande quantità di farmaci, tra immunosoppressori e quant’altro, e l’unica cosa che poteva prendere era la tachipirina. Andiamo avanti con quelle e con le pezze bagnate, per non far alzare la temperatura sopra i 38.
Nel frattempo MrG contatta il medico del Forlanini che gli consiglia di continuare con la tachipirina e che lo avrebbe visitato dopo qualche giorno. Dopo altri tre giorni passati da incubo, con la febbre ancora alta lo porto al Forlanini, dove gli diagnosticano un inizio di polmonite, lo trovano disidratato, gli fanno tutte le analisi del caso e lo rimandano a casa in cura con un antibiotico. La febbre è durata ancora una settimana, ma più bassa. Per fortuna ora sta meglio e ne è uscito indenne.
Fatto sta che non si capisce come, all’inizio di agosto, uno possa beccarsi la polmonite! Gli esami virologici dopo 3 mesi non sono ancora arrivati, ed è strano perché di solito comunicano i risultati degli esami al massimo dopo 2 giorni. Dai sintomi che ha avuto (e che sono comuni a qualsiasi altro tipo di influenza) sembra proprio quella, ed è strano che lo abbiamo trovato disidratato perché aveva bevuto, ogni giorno, almeno 2 litri di acqua più succhi e integratori di sali minerali.
Ora è sano e salvo, ma vorrebbero vaccinarlo, invece di ridurre il dosaggio dei farmaci immunosoppressori. Ovviamente il personale medico e tutti gli infermieri che lo seguono non si vaccineranno, e nemmeno io, se è per questo.

Sopravvissuto all’influenza A H1N1
10 Novembre 2009
Diversi
29 Settembre 2009Diversi, coloro che vivono in modo difforme
dal senso comune di normalità,
dal proprio ambito familiare o sociale;
o coloro che per razza, pregiudizio o malattia
vengono discriminati o respinti.
Diversi. Lacerati, meno visibilmente,
tra l’essere e l’apparire.
Tra ciò che gli altri credono
o vogliono credere
e ciò che si è, per se stessi.
Violentati da una parte assegnata.
Di diversità si soffre, atrocemente.
Ma si vive anche.
Ed è propio questa diversità, a volte,
ad essere fonte di coraggio, dignità e voglia di esistere.
(cit)

Frasi storiche
12 Maggio 2009Il modo più sicuro per farsi ingannare è credersi più furbi degli altri
(La Rochefoucauld).

Oroscopo
3 Aprile 2009
Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)
Alcune aziende giapponesi concedono ai loro impiegati tre giorni di ferie all’anno “per problemi di cuore”. I dipendenti possono usare questo tempo per riprendersi da una brutta esperienza o da una crisi sentimentale. Se fosse per me, tutte le aziende del mondo dovrebbero concedere ogni anno ai loro dipendenti dieci giorni di ferie “per gioie del cuore” da usare nei momenti di grande felicità. Se questa norma fosse già in vigore, Sagittario, scommetto che nei prossimi giorni chiederesti qualcuno di quei giorni di vacanza.

Se…
10 Marzo 2009Il fatto è che non ci si accorge mai in tempo di ciò che è importante e ciò che non lo è. Finché l’essere amato t’opprime con le sue pretese, i suoi lacci, ti senti rubato a te stesso e ti sembra che rinunciare per lui a un lavoro, a un viaggio o a un’avventura sia ingiusto; apertamente o in segreto covi mille rancori, sogni di libertà, vagheggi un’esistenza priva di affetti, dentro cui muoverti come un gabbiano che vola nel pulviscolo d’oro.
Che supplizio inaudito le catene con cui l’essere amato ti lega impedendoti di alzare le ali, che ricchezza sterminata lo spazio di cui ti chiude con le stesse catene le porte.
Però, quando lui non c’è più e quello spazio si spalanca infinito dinanzi a te, sicché puoi volare nel pulviscolo d’oro a tuo piacimento, gabbiano senza affetti e senza lacci, avverti un vuoto spaventoso. E il lavoro o il viaggio o l’avventura che gli sacrificasti così a malincuore ti appaiono in tutta la loro inutilità, non sai più cosa fartene della libertà riconquistata, come un cane senza padrone, una pecora senza gregge, ti aggiri in quel vuoto piangendo la schiavitù perduta e daresti l’anima per tornare indietro, rivivere le pretese del tuo carceriere.
Perché il rimorso ti strozza. Il rimorso è una piaga incurabile. Invano cerchi di medicarla con attenuanti, giustificazioni, se-avessi-saputo, se-avessi-indovinato, invano cerchi di ignorarla affermando che tu hai mancato verso di lui quanto lui mancò verso di te, quindi i conti sono pari. Lì per lì la piaga sembra cicatrizzarsi, dissolversi, ma v’è sempre un momento in cui un suono o un odore o un colore, la vista d’un foglio, di un’automobile che passa la riaprono di nuovo con nuove sensazioni di colpa.
Un Uomo (O. Fallaci)

Frasi storiche
22 Febbraio 2009Essere se stessi non sempre rappresenta questo grosso favore all’umanità.

Non cambierà mai niente
8 Gennaio 2009Il problema non è Cannavaro, è sempre colpa di qualche giornalista che gli mette un cazzo di microfono davanti e che riporta le sue stronzate.






